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UN ROMANZO CROSS-OVER

UN LIBRO MOLTO DI PARTE?


marzo 2006 - tre anni dopo.

sono una ragazza del liceo classico e ero presente al suo incontro con varie classi del mio stesso istituto.
io sono sincera: il suo libro "il mondo di chris" non l'ho ancora letto, ora sono impegnata nella lettura di un altro romanzo, ma il prossimo sarà appunto il suo libro.
la mia compagna di banco invece ha letto il suo romanzo, e da come me ne parlava, diceva che era un libro molto di parte...politicamente intendo. ora mi sorge una domenda: non ha paura di esporsi troppo, soprattutto di questi tempi?
non sembrerebbe una domanda sensata, ma senza aver letto il libro e avendo solo sentito vaghe opinioni non mi viene che da chiederle questo. sicuramente, dopo aver letto il romanzo, farò domande più"intelligenti"! aspetto una sua risposta ringraziandola ora del tempo che le tolgo!!
grazie. t.


Cara T., il libro si intitola "Chris prima della guerra". Secondo me ogni libro è di parte, nel senso che l'autore esprime i suoi pensieri. E li difende. Quindi anche un libro che piace a tanti giovani come "Tre metri sopra il cielo " di Moccia è un libro di parte, se vuoi.
Poi bisogna vedere quale parte? E cosa significa? Quali valori vuole o non vuole far passare. C'è consapevolezza nello scrittore o bisogno di imporsi? Il mio libro è nato perchè sentivo i giovani che avevo intorno trepidare rispetto al loro futuro. In attesa dell'ennesima guerra, quella che è poi scoppiata contro l'Iraq. Guerra che ancora oggi continua, in mille modi. Sono di questi giorni infatti gli ultimi bombardamenti di cui si sa poco perchè i giornali sono troppo presi dai nostri piccoli "pettegolezzi" elettorali. Guerra che sta diventando civile....
Io scrivendo "Chris" ho voluto mettere a fuoco il concetto di pace. E il bisogno di vivere in un mondo più giusto e che possa avere un futuro, dove si rispettino la natura, gli animali e non ultimi tutti gli uomini.
È di parte questo? Sono stata invitata a un meeting di giovani cattolici e il mio libro è stato "pubblicizzato" per esempio sul sito di Savona di Rifondazione Comunista. In questo caso in entrambi gli schieramenti c'è il desiderio di parlare di pace e di aiutare i giovani e parlare del loro futuro.
Per questo non penso di espormi più di altri autori. E comunque dal momento che credo in quello che scrivo, rischio. Tutt'al più venderò meno libri, avrò meno recensioni sulla stampa. Il mondo là fuori è più grande del piccolo orticello in cui viviamo. E dobbiamo conservarlo. Dobbiamo essere consapevoli. Informarci, perchè i politici ci usano. Tutti i politici. E in questo ti assicuro non sto da nessuna parte.
Aspetto i tuoi commenti Patrizia

INTERVISTA


Lei ha scritto "Chris prima della guerra", un libro per giovani adulti. Quindi conosce bene questo segmento di lettori. Lettori difficili, con forte tendenza ad abbandonare i libri. Cosa si deve fare per conquistarli? Quali linguaggi, quali temi e quali personaggi li convincono di più?

Non mi pongo il problema di conquistarli. Cerco di essere sincera. Ricordo come ero io adolescente e quasi automaticamente scrivo come allora. Il mio flusso continuo di pensieri, il mio stile spezzettato. Inseguendo la loro costante capacità di mescolare realtà e sogno. Per quanto riguarda temi e personaggi, i giovani sono attirati da altri come loro. Ma anche da tutto quello che li circonda. Realtà, fantasy, storia, thriller... e l'avventura non deve mai mancare.

Come può uno scrittore entrare nella testa di un adolescente per capirne il mondo e gli interessi?

Rispettando gli adolescenti. Ricordandosi che sono già gli uomini che saranno. E non fingere di essere uno di loro, travestendosi. Quindi discutendo, parlando, osservando, ascoltando. Non dire mai e soprattutto pensare: "Ai miei tempi!". Del resto vivere vuol dire non chiudere mai.

Si è confrontata con qualche adolescente prima, durante o dopo la stesura del suo libro, per capire se "il libro c'era"? Se sì, mi potrebbe raccontare le reazioni? Vivo confrontandomi con gli adolescenti, perchè mi interessano i meccanismi della crescita, i loro sentimenti e i loro pensieri. Per esempio Chris prima della guerra è nato sentendo la loro disperazione e ribellione. E da esperienze dirette.

Ha in programma altri libri per giovani adulti?

Sì, in questo momento così complicato per la nostra società, questi lettori rappresentano il futuro e scrivere per loro è un po' come poter costruire il futuro. Aiutarli a costruire il futuro.

Intervista di Jeanne Perego


La musica viene utilizzata per gridare messaggi scomodi, difficili da dire a parole, perciò non è affatto un caso che un libro tutto dedicato a “messaggi scomodi” si imperni sul tema della musica- si nutra di musica, di musiche, per dire meglio. E’ la musica a dare slancio vitale alle profonde riflessioni politiche trattate nel romanzo, in maniera sorprendentemente naturale. La musica, e ancora una volta la natura. Non ci sono giri di parole, i messaggi sono espressi chiaramente, in molte sfumature, gridati, sospirati, pianti, ritenuti, a denti stretti, come uno stesso motivo trasportato in diverse tonalità. Le tonalità dei diversi personaggi che popolano le pagine. Voci brechtiane, che non indugiano su “diminuzioni” (abbellimenti) ma intonano il tenor, il cantus firmus. Un romanzo di parole, pochissime le descrizioni, per lo più affidate alla voce della protagonista per lettera. Tantissimi però sono i particolari, la vita dell’università inglese che emergono. A parlare sono dei ragazzi. Perché il cinismo in realtà colpisce soprattutto i giovani d’oggi. Se il mondo fa schifo, l’importante, impara Chris da Seamus, è rimanere fedeli a se stessi e credere. Solo credendo, le cose potranno cambiare.

m.a.