La musica viene utilizzata per gridare messaggi scomodi, difficili da dire a parole, perciò non è affatto un caso che un libro tutto dedicato a "messaggi scomodi" si imperni sul tema della musica- si nutra di musica, di musiche, per dire meglio. E' la musica a dare slancio vitale alle profonde riflessioni politiche trattate nel romanzo, in maniera sorprendentemente naturale. La musica, e ancora una volta la natura. Non ci sono giri di parole, i messaggi sono espressi chiaramente, in molte sfumature, gridati, sospirati, pianti, ritenuti, a denti stretti, come uno stesso motivo trasportato in diverse tonalità. Le tonalità dei diversi personaggi che popolano le pagine. Voci brechtiane, che non indugiano su "diminuzioni" (abbellimenti) ma intonano il tenor, il cantus firmus. Un romanzo di parole, pochissime le descrizioni, per lo più affidate alla voce della protagonista per lettera. Tantissimi però sono i particolari, la vita dell'università inglese che emergono. A parlare sono dei ragazzi. Perché il cinismo in realtà colpisce soprattutto i giovani d'oggi. Se il mondo fa schifo, l'importante, impara Chris da Seamus, è rimanere fedeli a se stessi e credere. Solo credendo, le cose potranno cambiare. m.a. |