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Non dimenticate che mi piace giocare... |
...vivere in campagna e fare le vacanze in città... |
...e che per me i coboldi esistono |
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Ho sempre pensato di essere la reincarnazione di un giovane guerriero indiano a cavallo. Ma forse ho scoperto di essere la reincarnazione del ... cavallo |
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Avrei voluto chiamarmi Andrea Sasse |
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Nonna Martha con i suoi 4 nipoti. Erika, Patrizia, Giampiero, Giorgio |
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1.QUANDO HAI INIZIATO A SCRIVERE? A nove anni dopo aver letto Tom Sawyer e Huckleberry Finn ho scritto un romanzo. Il protagonista si chiamava Tom, aveva una zia, un cugino e un amico vagabondo esattamente come laltro Tom. Ho ritagliato alcune fotografie dai miei giornalini (Topolino e Corrierino dei Piccoli), ho strappato la copertina di pelle da una agenda e ne ho fatto un libro. Poi mi sono distratta. Ho ricominciato a scrivere quando ho ritrovato la mia vecchia stilografica. 2. COSA PENSI DELLA LETTURA IN ITALIA? In Italia si crede che leggere sia una cosa da intellettuali o inutile. Pochi pensano che un libro possa essere più emozionante di un film, perché puoi immaginare ogni piccolo particolare. Se gli italiani lo capissero leggerebbero molto di più. Inoltre i libri aiutano a conoscersi perché si passa del tempo con se stessi in silenzio, confrontandosi però ad ogni pagina con i problemi di tutti gli altri. 3. PERCHE' SCRIVI? Perché così mi sento libera. Posso fare quello che voglio, immaginare di essere chiunque, andare da tutte le parti.
4.COME TI VIENE IN MENTE UN ROMANZO? Da unimmagine che ho visto da un tram, da una persona incontrata, da un sentimento provato. Passeggiando con il cane. Dalla rabbia per uningiustizia. 5. E COME TUTTO CIO' DIVENTA UNA STORIA? Ecco un esempio: portando il cane al Parco incontravo tutti i giorni gli stessi barboni come vengono chiamate le persone senza casa a Milano. Volevo parlare di loro e così è nato il mondo intorno a un personaggio della mia fantasia, Penelope. Una ragazzina tosta e curiosa. 6. C'E' UN TEMPO IN CUI TI SAREBBE PIACIUTO VIVERE? E, A PROPOSITO, QUALI SCRITTORI AVRESTI VOLUTO CONOSCERE? Mi sarebbe piaciuto vivere nel Millesettecento e fare il pirata. Ma anche nel Novecento ed essere un monaco irlandese. O nel Milleottocento, in una tribù di indiani Lakota. Oppure nel 1898 a Vienna. E così senza fine
E mi sarebbe piaciuto conoscere Stevenson. 7.C'E' UN MODO PIU' AZZECCATO PER DEFINIRE LE TUE STORIE? In realtà no. Le mie storie sono sempre avventurose. Il limite fra il reale e lirreale è molto fragile. Credo che oggi una cosa sbagliata nella letteratura, e forse nella vita, sia voler dare delle etichette. Io mi sento senza etichette. E mi piace scrivere senza appartenere a nessun genere
giallo
rosa
comico. Anche lavventura è solo un modo di vivere. 8. A PROPOSITO HAI DELLE PREFERENZE FRA I TUOI PERSONAGGI? No. Nei protagonisti cè sempre qualcosa che mi appartiene. E mi sono più o meno simpatici a turno. Un po come con le mie due figlie: non ho mai preferenze ma in certi momenti una mi è più simpatica dellaltra.
9. QUINDI NON PENSI A UN PUBBLICO PARTICOLARE PER I TUOI ROMANZI? Mi rivolgo a tutti i ragazzi che hanno voglia di leggere. E soprattutto ho bisogno di scrivere e raccontare. 10. QUALI DIFFICOLTA' INCONTRA UNO SCRITTORE OGGI? Il marketing. Tutto è diventato commercio. E difficile trovare uno spazio di libertà per proporre idee personali. |
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i giocattoli di Pati (22/6/1961 Erika Rossi) |
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Erika e Patrizia - agosto 2006 - |
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DA: Teresa Buongiorno DIZIONARIO DELLA LETTERATURA PER RAGAZZI Fabbri 2001 Pag.417
.... Rossi Patrizia Scrittrice italiana Dall'esordio nel 1992, con Giallo di Natale (Nuove Edizioni Romane), ha pubblicato molti romanzi per ragazzi con editori diversi, ottenendo riconoscimenti dalla critica e premi, tra cui il Bancarellino 1996 per Brividi d 'estate ("Delfini" Bompiani/Fabbri, 1995), di cui ha detto Antonio Faeti presentandolo: "Questo e un libro che appartiene a una razza di libri un po' speciale. Se lo cominciate non c'e verso di scappare, lui vi cattura, vi stringe stretti a sé in un abbraccio piacevolissimo, vi obbliga ad andare avanti, avanti, senza respiro, con gli occhi fissi alle sue pagine come se foste stregati" ... . Qui è un gruppo di ragazzi in cerca di un tesoro, nel Gioco delle perle di drago ("Delfini" 1996, nuova edizione nel 2000) c'e invece una ragazzina che sogna l'avventura el'antico gioco cinese del mah-jong. Laureata in Filosofia, diplomata in regia alla scuola del piccolo Teatro di Milano, prima di dedicarsi alla scrittura Patrizia Rossi si e occupata di linguaggi creativi (teatro, fotografia, fumetto); suoi reportages sui gruppi dell'avanguardia teatrale italiana degli anni Settanta sono reperibili negli archivi del Moma di New York. Per le Nuove Edizioni Romane ha pubblicato con Roberto Agostini: 99 Film. Il cinema raccontato ai giovani, una carrellata dal 1930 al l989, un coraggioso e intrigante invito alla multimedialità. Nella stessa collana "Raccontiamo un classico nel Duemila" ha scritto, sempre con Agostini, Goldoni racconta (2000). Tra i romanzi ricordiamo ancora L'albero degli smemorati (Franco Cosimo Panini, 1994), Che fine ha fatto Mariella-san? (Edizioni EL, 1995, tradotto in spagnolo), Il bambino della valigia verde (Edizioni EL, 1999), Un fantasma in sala professori(Giunti,1995), Robin dei boschi (Giunti, 1999), Il ritorno degli umanoidi (Disney Avventura 2000), Un cucciolo a Pompei (Edizioni Svizzere per la Gioventù, 2001). |
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