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(Lettura animata per quinta elementare e prima media) Dal romanzo pubblicato nei “Delfini” Fabbri (2003) l'arrivo di questo piccolo figlio delle Stelle, con un nome impronunciabile, mette in subbuglio un pezzetto di Terra e i suoi abitanti. Ma quanto è ridicolo, talvolta avvilente, lo spettacolo dei nostri vizi e pregiudizi, manie e tic. Appena può il piccolo extraterrestre fugge via, mentre cala la parola fine su questa lettura di mille voci e colori che si inseguono dal Cosmo alla Terra. E ritorno. |
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...Un libro come questo dovrebbe diventare un efficace strumento didattico, essere letto in classe, discusso, fatto vivere alla luce di esempi diversi, nuovi in apparenza, sempre uguali nella sostanza. Ci si potrebbe porre nei panni del ragazzino alieno, cercare di essere tutti come lui. Leggere i giornali come li leggerebbe lui, soppesare le notizie prendendo le distanze, riconoscere i meccanismi del dominio e le sembianze della schiavitù. E si dovrebbe collocare il ragazzino in mezzo ai classici della fantascenza, antichi e nuovi. Imparando per esempio, il significato della parola Utopia, intesa come speranza di un felice cambiamento, e del suo contrario, Distopia, che si lega alla disperazione per un continuo peggioramento. Così si capirebbe tra l'altro, che questo non è un libro distopico. Nella progressiva riconquista della fiducia, nel recupero di brandelli del proprio mondo fino al rientro finale, è sottesa una metaforica, ben decifrabile speranza. Possiamo ritrovarci tra noi, quanti siamo a possedere l'altro sguardo, e creare uno spazio nostro dove demolire, giorno dopo giorno, le catene delle merendine e le galere dei giochi a premio. Sarà un altro pianeta, anche se conficcato nel nostro. Chi viaggia nei libri conosce l'Isola non trovata, l'Isola che non c'è, l'Isola del tesoro. Dove il tesoro è la propria testa, liberata da tutti quei rifiuti tossici che a volte la ricoprono. dalla postfazione di ANTONIO FAETI, "L'altro sguardo" |
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Dal premio Bancarellino 1996 Brividi d’estate (Fabbri Editore) e dal premio Martoglio 1997 Il gioco delle perle di drago (Fabbri Editore) l’autrice propone una lettura sceneggiata a più voci con accompagnamento musicale. Il tema è “crescere attraverso il filtro dell’avventura, confrontandosi con se stessi nei momenti più difficili e imprevedibili”, come fanno i protagonisti delle due sorprendenti vicende, nelle miniere delle Dolomiti o nei sotterranei di Parigi, fra casse di antiche icone o villaggi di pittori. |
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(Lettura animata per scuole medie inferiori) Da Un fantasma in sala professori (Giunti Editori) e da Robin dei Boschi (Giunti Editore, Premio Guidonia 1999) lautrice propone una lettura sceneggiata a più voci con accompagnamento musicale. La scuola vista dai ragazzi quando la routine viene sconvolta dallimprevisto romanzesco
da un talk-show ai ghiacci della Groenlandia, da un liceo di Milano a una foresta inglese... tutto si trasforma e allora si comprende quanto siano importanti la solidarietà dei compagni e il rapporto con i professori per poter diventare grandi e affrontare le giuste battaglie che ci aspettano. |
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Sintesi delle risposte all’autrice “L’accoglienza che mi avete fatto è stata meravigliosa, è la prima volta che mi accade. “Avevo nove anni quando ho pensato di scrivere un libro. Leggevo tanto. Il primo libro che ho scritto è stata la riscrittura di “Tom Sawyer” di Mark Twain. Sono sempre stata una grande lettrice, leggermente dislessica. La mia prima maestra mi ha aiutato, segnandomi gli errori non con la matita blu, ma con quella rossa... Così io potevo correggermi e applicavo un controllo sugli errori, sulle doppie. Ho avuto una nonna che mi aiutava in questo; io leggevo per ore e ore e la lettura è stata di grande aiuto. Da grande pensavo di fare la giornalista, poi ho fatto la fotografa, anche di teatro e ho fatto teatro. Poi ho deciso di avere figli e di fare la mamma e ho cominciato a scrivere fumetti. Ho scritto “Giallo di Natale” nel 1992 firmandomi come Andrea Sasse; il primo titolo era: “La vera storia di Oliviero Varenna” ma l’editore non ha accettato, quindi mi sono firmata col mio nome Patrizia Rossi e il titolo è stato quello che voi conoscete. Ho messo circa tre mesi per scriverlo, non è stato tantissimo tempo! Scrivere è qualcosa che hai dentro. Il personaggio di Giacomo assomiglia ad un compagno di mia figlia, è simpatico, vivace. I vicini di casa di Oliviero Varenna sono i miei”. Alla domanda: “Qual’è il libro che le piace di più?”, lei risponde: “Tutti”. Avevo dei bambini, stavo sempre con loro ed ho cominciato così, mi piacciono i bambini: sono il futuro di domani. Mi piace pensare che qualcosa resti di me. Il segreto del libro è che Babbo Natale esiste per chi ci crede, l’ho fatto proprio per lui. Mi piace di più scrivere per i bambini. Ho scritto quindici libri. Ho tanta fantasia perchè vivo un po’ ad “un metro da terra”, anche se sono attenta alle cose, a ciò che mi circonda. È importante leggere perchè se leggo divento una persona diversa dalle altre. Leggere ti insegna a pensare, a ragionare.” Quando le è stato chiesto se i suoi genitori erano contenti che lei facesse la scrittrice, lei risponde dicendo che di suo padre non lo sa, perchè è venuto a mancare presto, riguardo a sua madre, pensa di si. Aveva un nonno scrittore Racconta che sta lavorando ad un nuovo libro. I sentimenti che esprimono i personaggi sono quelli che prova lei. Ad esempio Camilla esprime un forte esempio di giustizia. “Di misteri proprio non direi, mi piace di più l’idea di avventura, di scoperta; il mistero mi angoscia. Sono una pacifista, mi piace la pace, la non-violenza. Alle mie bambine non ho mai fatto vedere films che secondo me sono violenti, ma che sono veri, reali, storici e che si possono vedere con qualcuno che ti accompagna, che ti spiega”. Ci informa che l’ultimo libro che ha scritto è: “Non serve andare lontano” di Bruno Mondadori. Alcuni bambini le chiedono di far loro l’autografo sui suoi libri letti. Lei si concede molto volentieri ed addirittura, oltre all’autografo scrive molte dediche. Ci lascia i suoi indirizzi di posta elettronica e del suo sito web: ptrzrss@yahoo.it www.patriziarossi.com Fornacette - Scuola Elementare “S. Pertini” Via Moranti - Classi Quarte, 7 maggio 2007 |
Per informazioni: |
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